Lo stress è un vocabolo che conosciamo tutti, che utilizziamo spesso nel linguaggio quotidiano per definire diverse situazioni. Se inizialmente era correlato all’ambito lavorativo, ora coinvolge anche altre aree della nostra vita ovvero quella relazionale ed affettiva. Capita spesso di sentire espressioni del tipo “Quella persona come è stressante” oppure “Quella relazione è stressante” oppure “Quel lavoro come è stressante”.

La parola “stress” etimologicamente deriva dal verbo latino “stringere” e nei secoli ha assunto diversi significati: nel ‘700 era utilizzato come significato di ristrettezze, di avversità, nell’800 come pressione, tensione. Nel ‘900 è stato utilizzato per il suo valore eziologico ovvero quello di causare e mantenere delle patologie fisiche e mentali.

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Oggi più che mai lo stress è presente nel nostro quotidiano perché è un prodotto della modernità, un effetto collaterale di questo vivere, dove tutto corre veloce, e dove viene richiesto un adattamento immediato.

Lo stress infatti è una mancanza di adattamento tra l’individuo e il suo ambiente.

Sul soggetto agiscono esperienze ed eventi di vita (relazione, affetti, lavoro,) che richiedono delle risposte, delle reazioni. Questi eventi sono definiti STRESSOR e possono essere sia negativi che positivi.

Ad esempio la nascita di un figlio, una promozione, un matrimonio, un cambio di lavoro, seppur considerati per il soggetto positivi sono causa di stress.

Gli stressor benefici, detti eustress, danno tono e vitalità all’organismo. Quelli nocivi, detti distress, possono causare un abbassamento delle difese immunitarie.

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La durata dell’evento stressante porta a distinguere lo stress in due categorie: acuto, che si verifica una sola volta e in un lasso di tempo limitato e cronico, quando lo stimolo è di lunga durata.

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Lo stress ha tre stadi:
1 – fase di allarme: il soggetto segnala l’esubero di doveri e mette in moto le risorse per adempierli;
2 – fase di resistenza: il soggetto stabilizza le sue condizioni e si adatta al nuovo tenore di richieste;
3 – fase di esaurimento: in questa fase si registra la caduta delle difese e la successiva comparsa di sintomi fisici, fisiologici ed emotivi.

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I sintomi dello stress si possono classificare in fisici (mal di testa, tachicardia, stanchezza, insonnia, ecc…), comportamentali (fame compulsiva, alcolismo, ecc…), cognitivi (confusione, distrazione, ecc…) e psicologici (rabbia, ansia, depressione ecc…).

In sintesi lo stress nasce in un contesto esempio quello lavorativo e come un virus si diffonde in altre aree esempio quella affettiva. Ma il modo in cui noi viviamo e reagiamo a questi eventi dipende anche dalle nostre capacità interne, ovvero dalle nostre caratteristiche di personalità.

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