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QUESTO NON ME LO DOVEVI FARE!

“Io credo che sia sbagliato contare su un’altra persona. Ti tradisce sempre”

Giuseppe Pontiggia, La grande sera

“Questo non me lo dovevi fare!” ripete lei piangendo.

Lui, muto, la osserva. 

Un amore decennale spazzato via da un banale tradimento. Solo per sesso?!

Insieme per dieci anni e ora tutto sembra perso, tutto sembra distrutto. 

Il vuoto nella vita, il vuoto nell’anima!

E’ questa la sensazione più comune di fronte a un tradimento.

Un baratro, un profondo dolore, una profonda rabbia ci assale. 

Vogliamo sapere tutto, dare voce concreta alle nostre intuizioni, ai nostri sospetti. 

Ascoltiamo le parole di chi ha tradito ma la nostra mente vaga tra le immagini, le emozioni e ci sembra di impazzire.

Come nel mito di Arianna ci sembrerà di entrare in un labirinto e di non poterne più uscire.

Cercheremo di trovare un senso alle tappe del tradimento e il dubbio di esserne in parte responsabili ci assalirà. 

Infinite domande ci affolleranno la mente: da quanto tempo? che cosa ha quella persona più di me? come ha potuto dimenticare quello che siamo stati insieme? come ha potuto mettermi da parte?

Il ricordo dell’ultimo rapporto sessuale, i messaggi intercettati, gli impegni improvvisi che invece nascondevano degli inganni alimenteranno incubi e ancora domande: con chi ho vissuto? con chi sono stata o stato per tanti anni? come posso ancora fidarmi di lei o di lui? 

Il tradimento azzera la fiducia e alimenta la generalizzazione: DI CHI MI POSSO ANCORA FIDARE? 

Come reagire al tradimento?

La via istintiva e immediata è quella più pericolosa e sterile: si rimane fissati nel trauma e si vive nel rancore e nella vendetta, tagliati fuori dall’amore.

Nel suo bellissimo saggio sul “Tradimento” James Hillman, analista junghiano, indica tre possibili scenari ‘negativi’: vendetta, negazione, cinismo.

La vendetta: adesso soffri anche tu! anche tu devi provare lo stesso dolore! 

Una reazione naturale, spontanea, istintuale che conduce ad altre vendette, e se procrastinata in attesa dell’occasione giusta, alimenta fantasie di crudeltà e cattiverie.

La negazione invece porta alla disillusione: non sei nessuno per me, non vali niente! 

Il cinismo, la più pericolosa: l’amore è sempre una fregatura!

Spesso dopo il tradimento la rottura è inevitabile.  Se non ci si lascia si rimane insieme nel sospetto.

La ferita continuerà a sanguinare e non si rimarginerà. 

E allora cosa fare? 

Esiste un modo per uscirne?

Esiste un esito fecondo del tradimento?

Sì!

Il tradimento rompe uno schema di stabilità e di continuità, apre al movimento e al cambiamento e ciò implica rischio, delusione ma anche CRESCITA.

La crescita passa per un sentiero, una via molto difficile da percorrere da soli. 

E’ la via del perdono: non dimenticare il torto subito ma anzi ricordare, riconoscere.

Ricordo e riconoscimento da parte di entrambi - tradito e traditore – perché il tradimento si fonda sui paradossi: si è traditi solo quando si ama; non si può rischiare di amare senza rischiare di essere traditi.

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Dott.ssa Marina Gori

Psicologa | Psicoterapeuta | Sessuologa Clinica

Milano, Via A. Stradivari, 7
Rho, G. Tavecchia, 3

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